Chiropratica

La CHIROPRATICA (dal greco cheir = mano e pratica) è riferita allo studio, alla diagnosi, alla cura e alla prevenzione dei disturbi muscoloscheletrici e dei loro effetti sullo stato generale di salute. La manipolazione vertebrale correttiva, principale terapia chiropratica, implica l'uso delle mani che operano lo spostamento passivo e forzato del segmento motorio o dell'articolazione sempre entro il limite dell'escursione parafisiologica.

L'atto terapeutico compiuto dai chiropratici è la correzione, consistente nell'applicazione coordinata di forze, leve, direzioni, ampiezze e velocità su specifiche articolazioni e sui tessuti adiacenti allo scopo di condizionare la funzionalità articolare e neurofisiologica.

I pazienti che si sottopongono a trattamenti chiropratici lo fanno perché soffrono di escursioni articolari ridotte o bloccate e di algie neuro-muscolo-scheletriche. La chiropratica viene anche usata in casi di ridotta funzionalità articolare, cervico-dorso- lombo-sacralgie e algie agli arti superiori ed inferiori.


LA  LEGGE  ITALIANA     con la manovra finanziaria del 2008, approvata il 21 dicembre 2007,

LA REPUBBLICA ITALIANA REGOLAMENTA E UFFICIALIZZA L'ATTIVITA' DI DOTTORE IN CHIROPRATICA.

“È istituito presso il Ministero della Salute, senza oneri per la finanza pubblica, un registro dei dottori in chiropratica. L'iscrizione al suddetto registro è consentita a coloro che sono in possesso di diploma di laurea magistrale in chiropratica o titolo equivalente. Il laureato in chiropratica ha il titolo di dottore in chiropratica ed esercita le sue mansioni liberamente come professionista sanitario di grado primario nel campo del diritto alla salute, ai sensi della normativa vigente. Il chiropratico può essere inserito o convenzionato nelle o con le strutture del Servizio sanitario nazionale nei modi e nelle forme previsti. dall'ordinamento. Il regolamento di attuazione del presente comma è emanato, entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, ai sensi dell' art.  17,  comma  3,  della legge 23 agosto 1988, n. 400, dal Ministro della salute”.   (testo ufficiale)